Stipendio minimo di una Colf?

Le retribuzioni minime contrattuali vengono aggionate ogni anno dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Se sei in cerca di una colf, uno degli aspetti principali di cui essere a conoscenza è lo stipendio minimo riconosciuto alla collaboratrice domestica, insieme al vitto e all’alloggio. Innanzitutto è da sottolineare che la retribuzione minima è la paga più bassa in base all’orario di lavoro, sia esso mensile, giornaliero oppure orario, che il datore di lavoro deve obbligatoriamente pagare alla badante assunta. Ricordiamo che lo stipendio non può essere più basso della cifra minima annuale stabilita dai Contratti collettivi nazionali di lavoro per il settore domestico.
In base alla variazione del prezzo della vita, gli stipendi minimi, che hanno decorrenza dal primo gennaio di ogni anno, subiscono un aggiornamento annuale da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ma qual’è l’importo esatto che va riconosciuto alla colf? Se sei in cerca di una colf e stai cercando di comprendere qual’è la giusta retribuzione da riconoscerle, devi innanzitutto controllare in che categoria del lavoro domestico (riconosciuta dalla CCNL) la badante ricade. La colf può non avere esperienza alle spalle, dunque rientrare nel livello A, può avere una formazione professionale e dunque essere in grado di assistere anziani e disabili e quindi rientrare nel livello DS; c’è poi diversità tra le collaboratrici domestiche che usufruiscono di vitto ed alloggio, e coloro che non convivono con la famiglia e chi infine offre un servizio di assistenza notturna.

Oltre alla retribuzione minima riconosciuta per legge in base al livello professionale di riferimento, alla colf vanno riconosciuti gli scatti di anzianità (che avvengono ogni due anni lavorativi), la quota di vitto ed alloggio e l’aumento in base al merito.